Le strade acciottolate brillano ancora di pioggia quando il sole andino finalmente fa capolino tra le nuvole di febbraio. A 3.400 metri di altitudine, Cusco vi accoglie con un’energia che non troverete da nessun’altra parte: è febbraio, la stagione delle piogge è al suo apice, eppure proprio questo rende la città ancora più autentica e meno affollata. I prezzi scendono, le piazze si svuotano dai turisti di massa e voi e i vostri amici avrete l’occasione di vivere l’antica capitale inca con un’intensità rara. Un weekend qui non è semplicemente una fuga: è un’immersione totale in una cultura millenaria dove ogni pietra racconta una storia.
Perché febbraio è il momento giusto per scoprire Cusco
Molti evitano il Perù a febbraio pensando che la stagione delle piogge rovini l’esperienza. La realtà? È esattamente il contrario, soprattutto se viaggiate in gruppo e cercate autenticità senza spendere una fortuna. I voli interni costano fino al 40% in meno rispetto all’alta stagione, gli ostelli offrono camere multiple a prezzi stracciati e i ristoranti locali sono frequentati principalmente da cusqueños, non da comitive organizzate. Le piogge, poi, sono quasi sempre pomeridiane: avrete tutta la mattina per esplorare, e quando arriva l’acquazzone potrete rifugiarvi nei mercati coperti o nei caffè storici del centro.
La città in questo periodo si veste di un verde smeraldo impossibile: le colline circostanti esplodono di vegetazione e l’aria, lavata dalla pioggia, è così cristallina che le cime innevate dell’Ausangate sembrano a portata di mano.
Cosa vedere nel cuore dell’impero inca
Dimenticate gli itinerari prestampati. Cusco si esplora perdendosi, meglio ancora se con un gruppo di amici disposti a camminare e curiosare. Iniziate dalla Plaza de Armas, ma non fermatevi alle solite foto: sedetevi sulle panchine al mattino presto e osservate la città svegliarsi. I venditori ambulanti preparano le loro bancarelle, gli anziani cusqueños attraversano la piazza diretti alla cattedrale per la messa delle sette.
Il quartiere di San Blas è dove dovrete trascorrere gran parte del vostro tempo. Le sue stradine ripide sono un labirinto di atelier artigiani, musei minuscoli e balconi fioriti. Qui trovate la Cusco autentica, quella che resiste al turismo di massa. Cercate la pietra dei dodici angoli, certo, ma spingetevi oltre: esplorate le viuzze secondarie dove le donne quechua tessono poncho colorati sedute sui gradini delle loro case.
Siti archeologici a portata di piede
Con un weekend a disposizione, dimenticatevi Machu Picchu (che a febbraio può essere chiuso per piogge eccessive). Concentratevi su Sacsayhuamán, la fortezza inca che domina Cusco dall’alto. Ci arrivate con una camminata di 30 minuti dal centro, completamente gratuita se evitate l’ingresso principale e vi accontentate di ammirare le mura ciclopiche dall’esterno. Le pietre, alcune pesanti oltre 100 tonnellate, sono incastrate con una precisione che sfida ogni logica ingegneristica moderna.
Proseguite verso Q’enqo, Puka Pukara e Tambomachay: sono tutti raggiungibili a piedi o con i minibus collettivi che partono dalla Avenida Tullumayo (meno di 1 euro a persona). Il biglietto turistico completo costa circa 130 soles (circa 33 euro) e include decine di siti, ma se viaggiate low-cost potete optare per il circuito parziale a 70 soles (18 euro circa).
Esperienze da condividere con gli amici
Un weekend a Cusco con gli amici significa anche condividere esperienze che vi faranno ridere per anni. Prenotate una lezione di cucina peruviana in uno dei mercati: pagherete tra i 10 e i 15 euro a testa e imparerete a preparare ceviche e lomo saltado con ingredienti comprati direttamente dalle venditrici del mercato di San Pedro. Quest’ultimo, tra l’altro, è una tappa obbligatoria: i succhi di frutta fresca costano 50 centesimi, le empanadas appena sfornate 30 centesimi l’una.

Per gli amanti dell’avventura, febbraio offre un’opportunità unica: il trekking alla Montagna dei Sette Colori (Vinicunca) è molto meno affollato. Dovrete alzarvi alle tre di notte e affrontare pioggia e fango, ma l’esperienza di vedere quelle striature minerali senza centinaia di altri turisti non ha prezzo. Il tour in condivisione costa circa 25 euro, partenza inclusa da Cusco.
Dove dormire senza svuotare il portafoglio
Gli ostelli di Cusco a febbraio sono un affare. Nel quartiere di San Blas trovate camerate da 6-8 letti a partire da 6-8 euro a notte, spesso con cucina condivisa dove potete preparare la cena tutti insieme. Cercate strutture con spazi comuni ampi: la sera, quando piove, potrete socializzare con altri viaggiatori davanti a un mate de coca.
Se preferite più privacy, le stanze private doppie o triple costano tra i 20 e i 30 euro totali anche in posizioni centralissime. Importante: verificate sempre che abbiano acqua calda garantita e coperte extra. A quest’altitudine, le notti di febbraio sono fredde.
Mangiare bene spendendo poco
Dimenticate i ristoranti intorno a Plaza de Armas: sono turistici e costosi. La vera cucina cusqueña si trova nei mercati e nelle picanterías dei quartieri residenziali. Il menú del día (primo, secondo, bevanda e a volte zuppa) costa tra 1,50 e 3 euro. Cercate i locali dove mangiano gli impiegati peruviani all’ora di pranzo: sono garanzia di qualità e autenticità.
Per la sera, il quartiere di San Blas offre piccole trattorie a gestione familiare dove un piatto abbondante di alpaca al forno con quinoa costa 8-10 euro. Dividete un paio di portate grandi tra amici e ordinate la chicha morada, la bevanda viola di mais che costa meno di un euro al bicchiere.
Spuntini da strada imperdibili
Le anticuchos (spiedini di cuore di manzo marinato) venduti ai carretti serali costano 1 euro per tre pezzi. I tamales del mercato di San Pedro, 60 centesimi l’uno, sono la colazione perfetta prima di una giornata di esplorazione. E quando la pioggia vi sorprende, rifugiatevi in una delle panaderías per un pan de chuta fumante e un caffè peruviano, spendendo in totale 1,50 euro.
Muoversi in città e dintorni
Cusco è compatta e il centro storico si gira tranquillamente a piedi. Per raggiungere i quartieri più lontani, i colectivos (minibus condivisi) costano 50 centesimi e vi portano praticamente ovunque. I taxi sono economici (2-3 euro per attraversare tutta la città) ma negoziate sempre prima di salire.
Per le escursioni fuori città, affidatevi ai terminal terrestri locali piuttosto che alle agenzie turistiche: risparmierete il 50-70%. I minibus per la Valle Sacra partono quando sono pieni e costano circa 2 euro fino a Pisac o Ollantaytambo.
Febbraio a Cusco è per chi cerca il Perù vero, quello che suda e fatica per arrivare in cima, che si bagna sotto acquazzoni improvvisi e poi ride davanti a un piatto di cuy chactado condiviso con gli amici. È per chi preferisce investire in esperienze piuttosto che in comodità preconfezionate. Portatevi giacche impermeabili, spirito di adattamento e tanta curiosità: l’antica capitale inca saprà ripagarvi con interessi.
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